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  • L’olio al tartufo fai-da-te: guida alla preparazione in casa

    L’olio al tartufo è un condimento prelibato che può trasformare anche il piatto più semplice in un’esperienza gastronomica indimenticabile.

    Sebbene sia possibile acquistare questo prodotto già pronto, prepararlo in casa può essere un’attività gratificante e un modo per assicurarsi la massima qualità e freschezza.

    In questa guida, vi mostreremo come creare il vostro olio al tartufo fatto in casa, scegliendo i migliori ingredienti e seguendo pochi semplici passaggi.

    Scegliere il tartufo giusto

    La scelta del tartufo è fondamentale per ottenere un olio al tartufo di alta qualità. Optate per tartufi freschi, come il tartufo bianco, il tartufo nero pregiato o il tartufo estivo. Assicuratevi che i tartufi siano maturi, profumati e privi di ammaccature o parti ammuffite.

    Se non avete accesso a tartufi freschi, potete utilizzare anche tartufi surgelati o essiccati, ma il risultato potrebbe essere meno intenso.

    L’importanza dell’olio d’oliva

    Per preparare un eccellente olio al tartufo, è essenziale partire da un olio extravergine d’oliva di alta qualità.

    Scegliete un olio dal sapore delicato, in modo che non sovrasti l’aroma del tartufo.

    Optate, dunque, per varietà dal profilo gustativo equilibrato e con una bassa acidità, caratteristiche che permettono di esaltare senza sovrastare gli aromi distintivi del tartufo.

    Proporzioni e quantità

    La proporzione ideale tra tartufo e olio dipende dal tipo di tartufo utilizzato e dall’intensità di sapore desiderata.

    In generale, per ogni litro d’olio, si consiglia di utilizzare circa 50-100 grammi di tartufo fresco grattugiato o a fettine sottili.

    Se usate tartufi essiccati, la quantità può essere leggermente inferiore, circa 30-50 grammi per litro.

    Preparazione e conservazione

    La realizzazione di un raffinato olio al tartufo inizia con la selezione di un contenitore di vetro dotato di chiusura ermetica, essenziale per preservare l’integrità degli aromi. Versate l’olio di base nel contenitore e incorporatevi il tartufo, che sia grattugiato finemente o tagliato a fettine sottili, per infondere il gusto.

    Una volta chiuso il vaso, è importante collocarlo in un ambiente fresco e privo di luce, condizioni ideali per un invecchiamento ottimale. Durante la settimana di attesa, un movimento leggero del contenitore ogni due o tre giorni assicurerà una distribuzione omogenea del sapore del tartufo nell’olio.

    Al termine dell’infusione, un colino a maglie strette sarà fondamentale per separare i pezzi di tartufo dall’olio, che potrà poi essere trasferito in una bottiglia pulita per la conservazione.

    Per preservare la freschezza e l’aroma distintivo dell’olio al tartufo, il luogo migliore dove riporlo è il frigorifero, dove resterà protetto e pronto per esaltare qualsiasi piatto con il suo tocco elegante e saporito.

    Utilizzi in cucina

    L’olio al tartufo si distingue come un alleato prezioso nella preparazione di una vasta gamma di ricette, trasformando piatti quotidiani in esperienze gustative memorabili. Questo condimento ricco e profumato apporta un tocco di eleganza sia a piatti semplici che a quelli più elaborati, risultando ideale per arricchire risotti come il classico abbinamento con parmigiano, o per esaltare la semplicità di uova cucinate al tegamino.

    La sua versatilità trova espressione anche nella capacità di intensificare il sapore di carni delicate, come in un carpaccio di manzo, dove le scaglie di tartufo si fondono armoniosamente con il profilo aromatico dell’olio.

    Inoltre, l’olio al tartufo aggiunge una dimensione di sapore intrigante a piatti a base di pasta e riso, e dona un tocco finale sublime a insalate croccanti, dove si unisce al parmigiano per creare un equilibrio di sapori che delizia il palato.

    Abbinamenti consigliati

    Per trarre il massimo beneficio dall’intenso aroma dell’olio al tartufo, è fondamentale un’accorta selezione degli ingredienti da affiancare.

    Il suo gusto si abbina a meraviglia con alimenti dal profilo gustativo sobrio, che non sovrastino ma piuttosto esaltino l’elegante profumo del tartufo. Classici esempi sono il burro, che ne amplifica la cremosità, e formaggi come il parmigiano e il pecorino, che ne elevano la complessità aromatica senza sopraffarla.

    Ingredienti di terra come uova e funghi champignon, oppure tuberi come le patate, diventano la tela ideale su cui il sapore del tartufo può brillare.

    Inoltre, la delicatezza dell’olio trova un’armonia naturale con le verdure a foglia verde, dagli spinaci alla rucola; queste ultime, in particolare, con la loro leggera piccantezza, creano un bilanciamento degno di nota.

    Un consiglio importante è quello di evitare l’uso dell’olio al tartufo in cotture lunghe o a temperature alte. Queste condizioni, infatti, possono deteriorare la fragranza peculiare dell’olio, attenuandone la presenza.

    Applicando queste linee guida, il cucinare diventa un’arte, e l’olio al tartufo si conferma un ingrediente privilegiato, capace di trasformare un piatto ordinario in una creazione straordinaria.

    Sperimentare e personalizzare

    Una volta padroneggiata la tecnica base per preparare l’olio al tartufo, non abbiate paura di sperimentare e personalizzare la ricetta secondo i vostri gusti.

    Provate a combinare diverse varietà di tartufo, aggiungete erbe aromatiche come timo o rosmarino, o create un mix di oli utilizzando anche olio di noci o di nocciole.

    L’importante è divertirsi e trovare la combinazione perfetta per il vostro palato.

    Acquistare tartufi di qualità

    Se non avete la possibilità di raccogliere tartufi freschi, potete acquistarli online da rivenditori specializzati come Tartufi La Spora.

    Il nostro negozio offre una vasta selezione di tartufi freschi, garantendo qualità e freschezza.

    Scegliendo tartufi di alta qualità, potrete creare un olio al tartufo eccezionale che renderà i vostri piatti ancora più speciali!

  • I migliori accessori per gli amanti del tartufo: affettatartufi, spazzole e grattugie

    Il tartufo è un fungo pregiato e raro che cresce sotto terra in simbiosi con alcune piante. Ha un aroma intenso e un sapore delicato che lo rendono un ingrediente ricercato in cucina. Per apprezzare al meglio le sue qualità, è importante scegliere gli accessori giusti per la raccolta e la degustazione del tartufo.

    In questo articolo vi indicheremo alcuni dei migliori accessori per gli amanti del tartufo, tra cui affettatartufi, spazzole e grattugie. Con questi strumenti sarà possibile fare la differenza nella preparazione e nella presentazione dei tuoi piatti a base di tartufo.

    Affettatartufi: il must-have per tagliare il tartufo a fette sottili

    L’affettatartufi è uno degli accessori indispensabili per gli amanti del tartufo. Si tratta di una lama regolabile che permette di tagliare il tartufo a fette sottili e uniformi, esaltando il suo profumo e il suo sapore. L’affettatartufi può essere realizzato in diversi materiali, come acciaio, legno o ceramica, e può avere una forma tonda o ovale. L’importante è che sia ben affilato e facile da usare.

    Spazzole: per pulire il tartufo senza rovinarlo

    Le spazzole sono degli accessori utili per pulire il tartufo prima di tagliarlo. Infatti, il tartufo cresce sotto terra e può essere sporco di terra, sabbia o residui vegetali. Per rimuovere queste impurità senza danneggiare la superficie del tartufo, è consigliabile usare delle spazzole morbide e delicate, che non graffino o abrasino il fungo. Le spazzole possono essere in setola naturale o sintetica, e devono essere usate con cura e delicatezza, strofinando il tartufo sotto l’acqua corrente.

    Grattugie: per creare scaglie di tartufo da aggiungere ai tuoi piatti

    Le grattugie sono degli accessori pratici e versatili per gli amanti del tartufo. Ti permettono di creare delle scaglie di tartufo da aggiungere ai tuoi piatti preferiti, come pasta, risotto, carne o uova. Le grattugie possono essere in acciaio o in plastica, e possono avere diverse forme e dimensioni. Alcune hanno delle lame fisse, altre delle lame rotanti, che consentono di regolare lo spessore delle scaglie.

    Coltelli: per incidere il tartufo e rilasciare il suo aroma

    I coltelli sono degli accessori semplici ma efficaci per gli amanti del tartufo. Ti permettono di incidere il tartufo con dei piccoli tagli superficiali, che favoriscono il rilascio del suo aroma. I coltelli possono essere in acciaio o in ceramica, e devono avere una lama sottile e affilata. Puoi usare i coltelli per incidere il tartufo prima di affettarlo o grattugiarlo, oppure per decorare i tuoi piatti con dei motivi originali. I coltelli sono degli accessori economici e facili da reperire, che ti consentono di valorizzare il tuo tartufo con un gesto semplice.

    Vanghette: per scavare il terreno alla ricerca del tartufo

    Le vanghette sono degli accessori fondamentali per gli amanti del tartufo che vogliono cimentarsi nella raccolta. Si tratta di piccole vanghe con una punta appuntita, che servono per scavare il terreno alla ricerca del tartufo. Le vanghette devono essere robuste e resistenti, ma anche leggere e maneggevoli. Devono avere un manico ergonomico e una lama in acciaio o in ferro. Le vanghette sono degli strumenti indispensabili per chi vuole vivere l’emozione di trovare il tartufo con il proprio cane.

    Borse: per trasportare e conservare il tartufo

    Le borse sono degli accessori utili per gli amanti del tartufo che vogliono portare a casa il loro tesoro. Si tratta di contenitori adatti a trasportare e conservare il tartufo in modo sicuro e igienico. Le borse possono essere in tessuto, in pelle o in plastica, e devono essere dotate di una chiusura ermetica e di un sistema di ventilazione. Le borse devono essere capienti ma non troppo grandi, per evitare che il tartufo si rovini o si asciughi. Le borse devono essere pulite regolarmente e conservate in luoghi freschi e asciutti.

    Guanti: per proteggere le mani durante la raccolta e la pulizia del tartufo

    I guanti sono degli accessori importanti per gli amanti del tartufo che vogliono preservare le loro mani durante la raccolta e la pulizia del tartufo. Infatti, il tartufo può essere tagliente, sporco o irritante per la pelle, e può causare graffi, abrasioni o allergie. Per evitare questi inconvenienti, è bene usare dei guanti adeguati, che proteggano le mani senza limitarne la sensibilità e la manualità. I guanti possono essere in lattice, in vinile o in cotone, e devono essere comodi e resistenti. I guanti devono essere cambiati spesso e lavati accuratamente dopo l’uso.

    Libri: per approfondire la conoscenza e la cultura del tartufo

    I libri rappresentano veri e propri strumenti di arricchimento culturale per gli appassionati di tartufo, promuovendo una più profonda comprensione di questo eccezionale fungo. Offrono un tesoro di informazioni, trattando temi quali la storia, la biologia, la gastronomia e le curiosità legate al mondo del tartufo, presentando testi dettagliati e immagini affascinanti.

    Queste opere possono abbracciare un’ampia varietà di generi, tra cui manuali, guide, libri di ricette, saggi scientifici e persino romanzi, rendendo la materia accessibile a un vasto pubblico.

    I libri sul tartufo sono ben più che semplici accessori: sono fonti inesauribili di sapere, in grado di ampliare le nostre conoscenze e di arricchire la nostra esperienza gastronomica.

    Sei un vero intenditore di tartufi? Nel nostro store online troverai un’ampia selezione di tartufi freschi e di prodotti gourmet a base di pregiato tartufo italiano. Lasciati conquistare dalle nostre irresistibili proposte e fatti avvolgere dai migliori profumi e sapori di tartufo!

     

  • Cani da tartufo: come sceglierli e come addestrarli

    I cani da tartufo sono animali molto apprezzati, in quanto svolgono un ruolo essenziale nella ricerca di questo prelibato fungo sotterraneo. Saper scegliere il cane giusto e addestrarlo adeguatamente è fondamentale per garantire il successo nella raccolta dei tartufi. In questo articolo, scopriremo come selezionare il cane ideale per la ricerca del tartufo fresco e quali tecniche di addestramento utilizzare.

    Razze di cani ideali per la ricerca del tartufo

    Esistono diverse razze di cani adatte alla ricerca del tartufo, tra cui:

    • il Lagotto Romagnolo
    • il Pointer
    • il Setter Inglese
    • il Retriever.

    Il Lagotto Romagnolo è considerato il cane da tartufo per eccellenza grazie alla sua innata predisposizione olfattiva. Tuttavia, anche altre razze possono essere addestrate con successo per individuare i tartufi se hanno buone capacità olfattive e sono ben addestrati.

    Caratteristiche importanti del cane da tartufo

    Oltre alla razza, è importante valutare le caratteristiche individuali del cane. Un buon cane da tartufo dovrebbe avere un ottimo senso dell’olfatto, buone capacità di apprendimento e adattamento, e un carattere docile. Inoltre, è essenziale che il cane sia in buona salute e abbia l’energia necessaria per lavorare in diversi terreni e condizioni climatiche.

    Acquistare un cucciolo o un cane adulto

    Se si desidera un cane da tartufo, si può scegliere tra l’acquisto di un cucciolo o di un cane adulto già addestrato. Un cucciolo può essere addestrato sin dalla giovane età, permettendo di instaurare un legame più forte con il padrone. Tuttavia, addestrare un cucciolo richiede tempo e pazienza. In alternativa, si può optare per un cane adulto già addestrato alla ricerca dei tartufi, anche se il prezzo sarà generalmente più elevato.

    L’importanza della socializzazione e dell’obbedienza di base

    Prima di iniziare l’addestramento specifico per la ricerca del tartufo, è importante che il cane sia ben socializzato e abbia una solida base di obbedienza. Un cane socializzato sarà più a suo agio in diverse situazioni, mentre un buon livello di obbedienza faciliterà l’addestramento e la collaborazione tra cane e padrone durante la ricerca dei tartufi.

    Tecniche di addestramento per la ricerca del tartufo

    Le tecniche di addestramento per la ricerca del tartufo si basano sul rinforzo positivo, ovvero premiare il cane quando individua correttamente il tartufo. Si può iniziare con l’uso di un oggetto impregnato dell’odore del tartufo, nascondendolo e incoraggiando il cane a trovarlo. Man mano che il cane migliora, si possono introdurre tartufi veri e aumentare la difficoltà delle ricerche. È importante utilizzare premi adeguati, come cibo o giocattoli, per motivare il cane durante l’addestramento.

    Lavorare in ambiente reale

    Dopo aver consolidato le basi dell’addestramento, è fondamentale che il cane si eserciti in un ambiente reale, come un bosco o un terreno dove crescono naturalmente i tartufi. Ciò permetterà all’animale di familiarizzare con le diverse condizioni del terreno e di affinare le sue abilità di ricerca. È importante che faccia pratica regolarmente per mantenere il cane motivato e in forma.

    Equipaggiamento e sicurezza durante la ricerca

    Durante la ricerca dei tartufi, è essenziale disporre dell’equipaggiamento adeguato e garantire la sicurezza del cane. Un guinzaglio e un’imbracatura di buona qualità sono importanti per mantenere il controllo del cane e proteggerlo dai pericoli. Inoltre, è consigliabile portare con sé una borraccia d’acqua, una ciotola pieghevole e una coperta termica per garantire il benessere del vostro amico a quattro zampe durante le ricerche.

    Leggi e regolamentazioni sulla raccolta dei tartufi

    La raccolta dei tartufi è un’attività regolamentata in molti paesi e regioni per garantire la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente. È fondamentale conoscere e rispettare le leggi e le normative locali prima di intraprendere la ricerca e la raccolta dei tartufi.

    Autorizzazioni e permessi

    In alcune aree, è necessario ottenere un permesso o un’autorizzazione specifica per cercare e raccogliere tartufi. Questi permessi possono essere rilasciati dalle autorità locali o dai proprietari terrieri e potrebbero prevedere il pagamento di una tassa. Raccogliete tutte le informazioni necessarie presso l’ente competente di zona prima di iniziare la raccolta.

    Periodi di raccolta

    La raccolta dei tartufi è spesso limitata a determinati periodi dell’anno per proteggere le risorse e garantire una crescita sostenibile. Le date di inizio e fine della stagione di raccolta variano a seconda della specie di tartufo e della regione. Rispettare questi periodi di raccolta è essenziale per contribuire alla conservazione delle specie di tartufi e alla tutela dell’ecosistema.

    Aree protette e riserve naturali

    In alcuni paesi e regioni, la raccolta dei tartufi può essere vietata in aree protette, come parchi naturali, riserve faunistiche o zone di interesse storico e culturale. È importante informarsi sulle restrizioni vigenti nelle aree in cui si desidera cercare tartufi e rispettare, come già abbiamo sottolineato in precedenza, le norme stabilite dalle autorità locali.

    Rispetto dell’ambiente e delle proprietà private

    Durante la ricerca e la raccolta dei tartufi, è fondamentale tenere un comportamento rispettoso. In particolare si consiglia di evitare di danneggiare la vegetazione, i terreni e gli habitat naturali e di chiedere sempre il permesso ai proprietari terrieri prima di accedere alle loro proprietà. Ricordate, inoltre, di coprire accuratamente i fori scavati durante la ricerca dei tartufi per minimizzare l’impatto sull’ecosistema.

    Se sei interessato a scoprire di più sui diversi tipi di tartufi e sul loro uso in cucina, ti invitiamo a visitare il nostro negozio online di tartufi freschi. Qui troverai una vasta gamma di tartufi pregiati, tra cui il tartufo bianco, il tartufo nero pregiato e il tartufo estivo.

  • La Spora in Giappone: ecco perché

    Il tartufo abruzzese protagonista in Estremo Oriente, anche grazie a La Spora. La nostra azienda agricola, infatti, è invitata al Foodex Japan 2023, una vetrina di enorme valore grazie a cui il mondo intero avrà la possibilità di conoscere da vicino e apprezzare il tartufo dell’Alto Sangro e dell’Alto Molise.

    L’eccellenza di Roccaraso alla conquista del pianeta, insomma: in occasione della manifestazione nipponica verranno presentati non solo i tartufi freschi, ma anche i piatti pronti e le specialità gastronomiche da lanciare sul mercato. Entrando più nel dettaglio, sono i nuovi prodotti ad attirare l’attenzione: in particolare la Cacio e pepe con tartufo e soprattutto la Crema al Parmigiano Reggiano DOP con tartufo, a cui per altro da poco è stato attribuito un importante premio grazie all’approvazione giunta niente meno che dal Consorzio Parmigiano Reggiano.

    Una vetrina internazionale

    La kermesse è in programma fino a venerdì prossimo, 10 marzo, e vedrà la partecipazione di aziende di ben 44 Paesi diversi, in rappresentanza praticamente di ogni angolo del mondo. A gestire la sua organizzazione è la Japan Management Association, che si avvale della partnership di altre organizzazioni per mettere a punto una manifestazione che ormai è arrivata addirittura alla 48esima edizione.

    spora in giappone

    Il titolare di La Spora Francesco Le Donne ha voluto mettere in evidenza i principi che stanno alla base del suo modus operandi, rappresentati dal km zero e dalla sostenibilità ambientale. Se si considera che il tema sociale dell’edizione 2023 di Foodex Japan è Total Solution of Food, si può dire che il tema sociale viene rispettato in pieno. Le Donne ha anche spiegato che lo scopo che l’azienda si propone di perseguire è quello di assecondare la tradizione di famiglia attraverso la raccolta di tartufi dai boschi dell’alta valle del fiume Sangro che si sviluppano fra il territorio del Molise e quello dell’Abruzzo.

    La Spora e il successo internazionale

    Esattamente un anno fa due prodotti a marchio La Spora avevano ottenuto affermazioni di valore internazionale. Ci riferiamo al Tartufo estivo macinato e al Risotto al tartufo, che nel mese di marzo del 2022 si sono visti assegnare la medaglia d’oro in occasione del Mediterranean Taste Awards che è andato in scena a Londra. Nel 2021, invece, Simona D’Abruzzo ha ottenuto il Premio Phenomena, assegnato alle imprenditrici del Sud Italia che dimostrano la qualità delle eccellenze del meridione. Simona ricopre il ruolo di export manager.

  • Vanghetto per tartufi: cosa e a cosa serve

    Il vanghetto per tartufi è uno degli strumenti più importanti da usare per raccogliere i funghi sotterranei. Si tratta di un oggetto che deve avere delle dimensioni ben precise e una configurazione particolare, come stiamo per scoprire.

    Esso può essere realizzato in forme differenti e con vari materiali: è indispensabile per la raccolta dei tartufi, e non si deve commettere lo sbaglio di pensare che al suo posto si potrebbe usare un qualunque altro attrezzo.

    Infatti, è utile ricordare che la raccolta dei tartufi è un’attività per la quale è necessario rispettare delle norme specifiche e un regolamento severo. Tale regolamento varia da una regione all’altra, ma è sempre finalizzato a evitare che si possa danneggiare l’ecosistema nel quale si sviluppano tali funghi.

    A che cosa serve il vanghetto per tartufi

    Come si sa, la crescita dei tartufi avviene al di sotto della superficie del terreno, in maniera simbiotica con le radici di alcune piante. A seconda del tipo di tartufo tale simbiosi varia: per esempio il tartufo uncinato predilige un certo tipo di terreno e un certo tipo di pianta, altri tartufi preferiscono altri contesti, e così via.

    Per avere la sicurezza che dopo che i tartufi sono stati raccolti ne possano crescere altri nello stesso punto, è molto importante agire in modo che il terreno circostante non venga danneggiato e, soprattutto, non si rovinino le radici della pianta.

    Ecco spiegato il motivo per il quale c’è bisogno del vanghetto per tartufi, che si caratterizza per una forma speciale grazie a cui è possibile scavare dei buchi con un diametro minimo: così i tartufi stessi possono essere raccolti evitando che ciò che è presente nei dintorni vada rovinato. Qualunque sia il tipo di vanghetto utilizzato, è importante che questo strumento sia leggero e al tempo stesso resistente alla corrosione, ma anche:

    • Longevo nel tempo
    • Robusto a sufficiente
    • Facile da maneggiare
    • Non troppo costoso.

    Scavare per raccogliere i tartufi

    È questa la ragione per la quale i cani che sono ben addestrati non scavano mai con le zampe, ma indicano semplicemente il punto in cui è situato il tartufo.

    vanghetto per raccogliere tartufi

    A scavare pensa, appunto, il cavatore, che per questa azione si serve di un vanghetto. Questo strumento è formato da un manico, che nella maggior parte dei casi è realizzato in legno, su cui poggia una lama in metallo con una punta che può assumere forme differenti. Come detto, dipende tutto dalle caratteristiche del terreno in cui si dovrà scavare.

    Quando si ha a che fare con un terreno friabile e morbido, per esempio, c’è bisogno di un vanghetto che abbia la punta rettangolare: questi sono i terreni in cui crescono i tartufi bianchi pregiati, fra l’altro. Se, invece, il terreno è duro, non si può fare a meno di un vanghetto dotato di una punta a cuore o a freccia, capace di forare in maniera precisa la terra.

    Va segnalato comunque che al di là delle preferenze individuali del cavatore e delle sue necessità pratiche, la forma di un vanghetto dipende anche dalle direttive regionali, le quali normano anche le dimensioni.

    Le dimensioni di un vanghetto per tartufi

    Come si è accennato, le normative che regolano le misure dei vanghetti variano da una regione all’altra, ma sono comunque mirate a salvaguardare i terreni e le piante. In qualche regione addirittura i regolamenti stabiliscono quale forma deve caratterizzare la punta del vanghetto.

    Entriamo più nel dettaglio, dunque, per scoprire che cosa prevedono le singole regioni a tal proposito.

    Nel Lazio, in Toscana e in Sardegna l’utilizzo del vanghetto per tartufi è obbligatorio, ma le norme non indicano caratteristiche specifiche né pongono vincoli particolari a proposito delle dimensioni.

    In Piemonte, invece, la puntata della lama del vanghetto può avere una larghezza massima di 8 centimetri. In Veneto questo strumento deve avere una lama rettangolare, che in punta sia larga non più di 3 centimetri e che abbia una lunghezza massima di 10 centimetri.

    Passando all’Umbria, il vanghetto da usare per la raccolta dei tartufi deve avere una lama lunga non più di 15 centimetri e dotata di una punta con larghezza massima di 8 centimetri.

    Infine, in Abruzzo il vanghetto può essere lungo al massimo 15 centimetri e avere una larghezza in punta non superiore ai 4 centimetri; punta che non può essere rettangolare ma deve essere tondeggiante.

    Sei un amante dei tartufi? Scopri tutte le proposte del nostro marchio: troverai un mondo di sapori e di profumi da non perdere.

  • La Spora partecipa al Sial Parigi 2022

    Siamo lieti di annunciavi che saremo presenti al prossimo Sial Parigi 2022, un evento internazionale che ha per tema l’innovazione alimentare. L’appuntamento è dal 15 al 19 ottobre presso Paris Nord Villepinte.

    Non è una buona occasione per venirci a trovare e conoscere meglio le nostre eccellenze?

    Sial Parigi 2022: di cosa si tratta

    Il Sial Parigi può essere definito a buon diritto la più la più importante fiera internazionale dell’agroalimentare, che ha lo scopo di portare alla ribalta tutte le novità del mondo food a 360 gradi.

    Si tratta di un appuntamento biennale che offre grandi opportunità sia a coloro che lavorano nel settore, sia ai visitatori: sarà possibile, ad esempio, scoprire prodotti e servizi innovativi in anteprima e si avrà l’opportunità di conoscere aziende e brand di prestigio.

    Oltre a portare in un’unica location le migliori proposte agroalimentari del momento, infatti, SIAL Paris offre anche importanti opportunità di fare rete a tutti coloro che operano nell’ambito della filiera del settore del food e del beverage.

    La nostra azienda

    La Spora, da sempre, ha cercato di garantire alla propria utenza prodotti di elevata qualità: preparazioni a base di tartufo senza conservanti, in grado di assicurare al cliente il sapore autentico dei migliori tartufi. Insomma ci siamo sempre dedicati con passione al nostro lavoro cercando di distinguerci dai competitor grazie a prodotti di eccellenza.

    Con la partecipazione a questo evento, grazie a un pubblico più ampio ed eterogeneo, avremo la possibilità di avere nuovi stimoli e ulteriori ispirazioni per rendere ancora più entusiasmante il nostro lavoro e soddisfare le esigenze di potenziali nuovi clienti.

  • Come cucinare i tartufi: tutti gli errori da evitare

    Il tartufo, pregiato fungo ipogeo, è tra i prodotti più preziosi che vi siano in commercio e nei nostri boschi: il territorio abruzzese è tra i luoghi più fertili del Bel Paese.

    Cucinarlo è semplice e alla portata di tutti, ma ci sono alcuni piccoli errori da evitare per non inficiare il suo sapore e non rischiare di rovinare interamente il prodotto.

    Scopriamo insieme come non commettere sbagli “fatali” che potrebbero impedire di assaporare la bontà di un ingrediente così tanto prezioso e che è possibile acquistare nel nostro shop online!

    Gli errori da evitare quando si cucina il tartufo

    In natura esistono molte varietà di tartufo che si contraddistinguono per odore e sapore. Gli esperti ne hanno contate più do 60 di cui solo 9 risultano essere commestibili per l’uomo e presenti sul mercato. Puoi scoprire alcune varietà all’interno del nostro sito.

    Analizziamo insieme quali sono gli errori da evitare per non rischiare di rovinare il tartufo.

    Lavare il tartufo sotto l’acqua corrente

    Il modo migliore per pulire il tartufo è con l’acqua e attraverso l’ausilio di uno spazzolino dalla setole morbide.

    La superficie del tartufo è molto porosa: lavarlo sotto il getto diretto dell’acqua potrebbe inumidire totalmente il fungo e renderlo inutilizzabile.

    Il tartufo teme, infatti, l’umidità e si contraddistingue per la sua delicatezza. È necessario, quindi, trattarlo con estrema cura e attenzione, evitando i lavaggi violenti. Infine, è preferibile evitare di toccarlo spesso, in quanto – essendo composto per circa l’80% di acqua – perde facilmente le sue proprietà, se stressato eccessivamente.

    Conservare il tartufo per troppo tempo in frigorifero

    È importante che il tartufo non sia lasciato per molto tempo all’interno del frigorifero per non rischiare che ammuffisca. Quando viene conservato, per evitare che prenda molta umidità, è consigliabile avvolgerlo nella carta da cucina e metterlo dentro un contenitore di vetro in modo che non assorba gli odori. È importante, infine, cambiare la carta da cucina tutti i giorni per eliminare l’umidità in eccesso ed evitare che il prodotto diventi inutilizzabile.

    Il tempo di conservazione del fungo è differente: il tartufo nero può essere consumato entro 7 giorni mentre quello bianco dopo 5 giorni.

    Se si vuole trasferire parte dell’aroma del tartufo a ingredienti come uova o riso è possibile inserirli, anche, all’interno del contenitore utilizzato per conservare il prodotto.

    Ci sono, inoltre, tecniche di conservazione differenti rispetto a quella tradizionale appena descritta: il tartufo può, infatti, essere congelato sottovuoto, intero o grattugiato, per circa 12 mesi. Il suo aroma permeante, tuttavia, in buona parte sarà perduto e una volta tolto dal freezer dovrà essere immediatamente utilizzato, prima che si scongeli completamente.

    Il tartufo, inoltre può essere conservato – sempre nel congelatore – immerso nel burro o nell’olio: in questo modo può essere utilizzato per aromatizzare numerosi piatti.

    Cucinare il tartufo quando è freddo

    Un errore da evitare è quello di cucinare il tartufo immediatamente dopo averlo tolto dal frigorifero. È necessario, infatti, attendere almeno un’ora in modo che il prodotto possa sprigionare nuovamente il suo aroma. Quest’ultimo è differente in base alla tipologia di tartufo: mentre il tartufo estivo, ad esempio, si contraddistingue per un aroma delicato, il tartufo uncinato ha un sentore più persistente e intenso.

    Cuocere troppo il tartufo nero

    Il tartufo nero, a differenza di quello bianco, si può scottare leggermente; esso, infatti, tollera meglio le temperature elevate. Va detto, tuttavia, che è è sempre preferibile aggiungerlo alla fine sul piatto. Il tartufo nero, infatti, pur reggendo le temperature, non dovrebbe essere mai rosolato o soffritto.

    Il prodotto risulta molto buono nei ripieni e nei purè o come mantecatura finale, scottandolo per circa 30 secondi a fine cottura. Non dimentichiamoci mai che il tartufo sprigiona il suo aroma in modo perfetto solo se consumato al naturale!

    Cuocere il tartufo bianco

    A differenza del tartufo nero, che può essere leggermente scottato, il tartufo bianco non deve mai essere cotto.

    come cucinare i tartufi

    Il prodotto è molto delicato e sensibile alle alte temperatura: se viene cucinato perde interamente le sue qualità e il suo aroma.  Il tartufo bianco deve essere utilizzato, dunque, interamente a crudo, tagliato preferibilmente in sottilissime fette per guarnire i piatti caldi con l’apposito affetta tartufi. Bastano solo dai 3 ai 5 grammi per aromatizzare i piatti caldi e freddi.

    Non comprare l’affetta tartufi

    È fondamentale dotarsi di un’affetta tartufi prima di iniziare ad utilizzare il prezioso ingrediente. L’affetta tartufi consente, infatti, di controllare la quantità di tartufo da mettere sopra il piatto e di verificare lo spessore di ogni fetta.

    Utilizzare aromi forti

    I sapori molto forti abbinati al sapore del tartufo rischiano di far perdere l’aroma del prodotto. È preferibile, quindi, utilizzare il tartufo all’interno di ricette molto semplici come pasta, riso, uova o patate.

    Ora che conosci gli errori da evitare nel trattare il tartufo non devi fare altro che recarti nel nostro sito e acquistare i migliori tartufi freschi presenti sul mercato!

  • La Spora su Gusto, rubrica de Il Giornale

    Anche Il Giornale parla della nostra azienda agricola. La Spora, infatti, è apparsa sulle pagine del quotidiano milanese nella rubrica Gusto, con un’intervista al nostro responsabile aziendale Francesco Le Donne.

    Un’opportunità di rilievo per far conoscere una realtà come la nostra, a conduzione familiare, in tutta Italia. sulle pagine del Giornale si fa riferimento ai nostri prodotti totalmente artigianali, privi di conservanti e di coloranti, che rendono la nostra realtà specializzata nella coltivazione e nella vendita di tartufi freschi un punto di riferimento per tutto il settore.

    Alla scoperta del tartufo

    Il GiornaleL’intervista ha offerto anche l’opportunità di far conoscere ai lettori meno esperti le origini e le caratteristiche dei tartufi, tuberi che sono presenti nei terreni de La Spora fra il territorio abruzzese e quello molisano, nell’alta valle del fiume Sangro.

    Come ormai i nostri clienti più affezionati sanno, La Spora si dedica alla ricerca diretta del prezioso tubero con cani adeguatamente addestrati. Oltre a commercializzare tartufi freschi in ogni parte del mondo, il nostro team lavora i prodotti dei nostri terreni per realizzare numerose specialità al tartufo, dai condimenti alle salse, passando per i tartufi conservati in vaso.

    Una storia che dura da generazioni

    Nell’articolo firmato da Luana Costa si racconta la storia de La Spora: è da diverse generazioni che l’attività di ricerca del tartufo rientra nella vita quotidiana della famiglia di Le Donne, che ha raccolto l’eredità da suo padre, il quale a sua volta l’aveva raccolta dal nonno di Francesco.

    Insomma, una passione che si è trasformata in una vera e propria azienda agricola. Merito anche delle caratteristiche del territorio abruzzese, che mette a disposizione le specie di tartufo fresco più ricercate nel corso di tutto l’anno, nel pieno rispetto della stagionalità.

    Gli obiettivi per il futuro

    Il Giornale racconta anche le prospettive per il futuro di La Spora: l’intento è quello di ampliare il mercato in modo da poter esportare i prodotti in tutte le parti del mondo. Così, si può sviluppare un progetto che non si limiti alla vendita nuda e cruda del prodotto, ma sia in grado di comunicare ai clienti una lunga serie di valori: in particolare il piacere della ricerca, l’amore per l’attività di raccolta del tartufo e per le lavorazioni che ne derivano. Dietro all’offerta di prodotti a km zero, infatti, c’è un lungo processo in cui si mescolano professionalità e passione.

  • Simona D’Abruzzo, dell’Azienda Agricola La Spora, vince il premio Phenomena

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    La nostra Simona D’Abruzzo, titolare dell’Azienda Agricola La Spora, è la vincitrice di un premio molto importante: quello relativo al settore Food dell’evento chiamato Phenomena. Un salone espositivo dedicato alle imprenditrici dell’Italia meridionale, che con la loro attività promuovono le eccellenze – culinarie, ma non solo – del sud della nostra penisola.

    L’iniziativa è stata strutturata in tre sezioni: Food, Design e Fashion. Tre campi ugualmente importanti nell’economia italiana, che hanno sancito la fama del Bel Paese ovunque all’estero. Il made in Italy è una garanzia, tanto per la moda e per l’oggettistica quanto per la gastronomia.

    L’assegnazione dei premi Phenomena è avvenuta in data 9, 10 e 11 luglio. Per quanto riguarda la location, la scelta è ricaduta sull’Aurum di Pescara: il celeberrimo edificio in stile liberty noto anche come Palazzo Pompilio, che ha fatto da sfondo alla presentazione di 70 aziende gestite da donne.

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    Una manifestazione al femminile, che ha visto emergere nomi come appunto quello di Simona D’Abruzzo. Il business de La Spora, a conduzione familiare, si basa sulla vendita di tartufi coltivati e raccolti personalmente nell’area della Valle del Sangro: a occuparsene sono tutti i membri della famiglia, che hanno trasformato in lavoro la propria passione per i cibi buoni e autentici.

    È con grande orgoglio e commozione che la nostra Simona D’Abruzzo ha ricevuto il premio Food della prima edizione di Phenomena. Una simile onorificenza è carica di valore e di significato, perché non si limita a sottolineare la genuinità e la qualità dei tartufi de La Spora: è anche una dimostrazione della tenacia e della determinazione con cui Simona ha portato avanti il proprio progetto, facendolo emergere nel panorama dell’Italia del sud.

    L’azienda, che ha sede nella provincia dell’Aquila, si è distinta in campo agroalimentare e ha ottenuto un riconoscimento ad hoc. Un traguardo di certo meritato, che darà nuovo slancio al mondo imprenditoriale del nostro meridione.

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