Categoria: Tartufi

  • Come riconoscere un tartufo dal profumo

    Riconoscere un tartufo dal profumo è, prima ancora che un esercizio, un vero e proprio piacere. Tutti i tartufi, a cominciare da quelli abruzzesi, sono caratterizzati da peculiarità che contribuiscono a renderli speciali e unici, ovviamente al di là del sapore. Il profumo del tartufo è molto intenso, e si contraddistingue per note originali per ciascuna varietà.

    Volendo approcciare un viaggio nel mondo del tartufo, non si può fare a meno di parlare del profumo, che è una caratteristica che lo rende facile da identificare anche per i meno esperti. Come accennato, il profumo è unico per ciascuna varietà e per ciascun tartufo: è la caratteristica da cui gli appassionati e gli intenditori si lasciano guidare.

    Il tartufo bianco

    Hai intenzione di acquistare dei tartufi freschi per poter gustare il loro profumo in tutta la sua intensità? Esplora il nostro catalogo, e troverai molte proposte a tua disposizione! Per esempio il tartufo bianco pregiato, che viene considerato all’unanimità come il re dei tartufi. Il suo è un profumo molto intenso, con note di terra bagnata, di fieno e di sottobosco. Ma non è tutto, perché il tartufo bianco abbina un sapore squisito a un lieve sentore di gas e di aglio. Si tratta di fragranze che – è doveroso precisarlo – non sempre piacciono a tutti.

    Eppure è proprio il profumo che rende il tartufo bianco facile da distinguere anche da un neofita. Il profumo di aglio, poi, diventa ancora più intenso nel caso in cui si parli del tartufo bianchetto o marzuolo, una sorta di fratello del tartufo bianco. Abbiamo a che fare, in questo caso, con una varietà di tartufo il cui profumo è perfino più forte rispetto a quello che caratterizza il tartufo bianco pregiato. Per altro, i sentori di aglio si ravvisano sia nel profumo che nel sapore, con un gusto deciso che deve essere ben dosato.

    Il profumo di nocciole e bosco del tartufo uncinato e dello scorzone estivo

    Il tartufo uncinato ha in comune con il tartufo bianco pregiato una parte della stagione di raccolta. Quello uncinato è un tartufo della famiglia dei neri, con un profumo che – al pari del sapore – richiama quello delle nocciole. È un profumo molto intenso, di certo lo è di più rispetto a quello dello scorzone estivo.

    Lo scorzone invernale (altro nome con cui viene identificato il tartufo uncinato) tende ad assorbire in maniera più consistente i profumi della vegetazione e del bosco in cui cresce. Diverso è il discorso per lo scorzone estivo che, come il suo nome lascia intuire, viene raccolto nel periodo che va da maggio a settembre. Il suo profumo, oltre che le nocciole, evoca il malto d’orzo torrefatto.

    Il tartufo nero pregiato

    Nel nostro catalogo puoi trovare tutti questi tartufi, e in più sei libero di decidere se acquistarli freschi o conservati: approfitta di questa occasione! Scoprirai anche la bontà del tartufo nero pregiato, che si riconosce per il suo profumo intenso e molto avvolgente, ideale per diverse preparazioni culinarie. Fruttato e aromatico al tempo stesso, il profumo del tartufo nero pregiato porta alla mente le note del sottobosco e per questo motivo è ideale per la preparazione dei dolci al tartufo.

    Il suo profumo si adatta a preparazioni come le cheesecake e i tiramisù. Il tartufo brumale, invece, è un altro gioiello della famiglia dei neri, con un profumo che richiama la noce moscata e la mandorla. Il tartufo moscato, infine, vanta note di muschio molto caratteristiche.

    Perché è importante riconoscere il profumo del tartufo

    Saper riconoscere il profumo del tartufo è molto importante per diversi motivi, a cominciare dal fatto che consente di distinguere i tartufi che sono andati a male. I tartufi tendono ad assorbire i profumi dell’ambiente in cui si trovano, ed è per questo che sono sempre:

    • Originali
    • Unici
    • Memorabili

    Di solito il profumo del tartufo è sufficiente per capire se abbiamo a che fare con un prodotto che è fresco o meno. Per altro intuirlo non è difficile, sempre che si abbia la possibilità di annusare il tartufo da solo: il che non avviene, per esempio, se ci si trova davanti a una bancarella in cui i tartufi sono esposti gli uni accanto agli altri. Le diverse varietà di tartufo presentano, dal punto di vista olfattivo, delle caratteristiche specifiche.

    L’odore di un buon tartufo è facile da identificare per gli appassionati. In linea di massima, le note odorose vanno dalla castagna al fieno, con differenze che si concretizzano secondo i dettagli di cui abbiamo parlato in precedenza. Il profumo tende a essere più intenso nel caso in cui i tartufi siano maturi. In effetti, gli animali come i maiali e i cani, ma anche i cinghiali e le volpi, trovano i tartufi proprio grazie al loro forte profumo.

  • Come diventare un cavatore di tartufi

    Quello del cavatore di tartufi è senza dubbio un lavoro che oltre a essere gratificante e divertente risulta ben remunerato. Per seguire questo percorso è necessario prima di tutto un cane.

    La razza ideale a questo scopo è quella del lagotto romagnolo: si tratta di una razza creata ad hoc finalizzata alla ricerca di tartufi. I lagotti romagnoli sono cani di taglia piccola che hanno un senso dell’olfatto molto sviluppato: proprio per questo motivo sono in grado di individuare tartufi anche a profondità importanti.

    Tanto giocherelloni quanto affettuosi, questi cani hanno un costo variabile in base al pedigree, ma si può arrivare fino a 2mila euro.

    Dove cercare tartufi

    Sono molte le regioni del nostro Paese in cui si possono cercare i tartufi, anche se probabilmente quelli piemontesi e quelli abruzzesi sono fra i più pregiati.

    Prima, però, bisogna preoccuparsi di addestrare il cane da tartufi. Anche se non si tratta di un lagotto romagnolo, quel che conta è che l’animale abbia un olfatto discreto. La tecnica da seguire per l’addestramento non è troppo complicata, e può essere paragonata a quella richiesta per l’addestramento di un cane da caccia. Certo, è necessario avere a disposizione un bel po’ di tempo, essere molto pazienti e soprattutto amare i cani.

    L’addestramento dei cani

    Il cane può essere addestrato già a partire dal terzo mese di vita, ma non dal quarto anno in poi, perché è troppo tardi. Per iniziare si può ricorrere a un involucro in plastica al cui interno collocare un tartufo di piccole dimensioni (non è necessario che sia di qualità elevata).

    Una volta che l’involucro è stato chiuso, si comincia a giocare con il cane lanciandogli il tartufo, in modo che l’animale sia indotto ad andare a riprenderlo, ovviamente a fronte di gratificazioni sotto forma di crocchette o carezze.

    In una fase successiva l’involucro di plastica dovrà essere interrato. Infine il cane deve essere portato all’aperto, in una location in cui ci possono essere dei tartufi. Ovviamente tutto questo per il cane deve essere un gioco; quindi i comportamenti vanno adattati di conseguenza.

    La fase dell’addestramento è abbastanza delicata, ma vale la pena di sopportare le fatiche che saranno ripagate quando ci si ritroverà fra le mani un bel tartufo nero pregiato.

    Che cosa serve per diventare un tartufaio

    Un aspirante cavatore di tartufi deve avere sempre con sé

    • Un po’ di acqua per dissetarsi e per dissetare il cane
    • Un vestiario adeguato a una camminata in un bosco
    • Un vanghello per tartufi, cioè una vanga di piccole dimensioni leggera e con un comodo manico.

    È importante che all’inizio si inizi a cercare il tartufo solo per passione e non solo con l’obiettivo di ottenere un ritorno economico, perché non è detto che nei primi tempi i risultati ottenuti siano quelli desiderati.

    Sia chiaro, però: la passione di per sé non è sufficiente, ma è necessario avere una competenza specifica nel settore. Questo vuol dire che occorre conoscere le diverse tipologie di tartufo in base alla loro taglia, alla loro qualità e al loro peso. I tartufi che costano di più sono quelli che superano i 50 grammi.

    Quali tartufi cercare

    I tartufi più apprezzati, anche dal punto di vista economico, sono quelli bianchi: sopra i 50 grammi si può arrivare a una quotazione di più di 300 euro. In ogni caso le variabili in gioco sono molteplici, come la stagione dell’anno.

    Esiste una borsa del tartufo in cui i prezzi vengono stabiliti di volta in volta. Occorre sapere, in ogni caso, che per la raccolta dei tartufi è necessario un tesserino di idoneità. Si tratta del documento che consente di cercare i tartufi, e ovviamente di raccoglierli, in terreni non di proprietà. Senza questo documento non è possibile procedere alla raccolta del tartufo.

    Infatti la raccolta selvaggia è un problema del settore, non solo per la scarsa esperienza di molti cercatori, ma anche per le conseguenze della vendita abusiva. Questo è il motivo per il quale la salvaguardia dei tartufi è disciplinata da leggi che prevedono anche dure sanzioni per coloro che vengono sorpresi a raccogliere in mancanza di tesserino. Questo può essere ottenuto solo dopo aver superato un esame.

    Va detto, comunque, che le regole da rispettare per conseguire il tesserino variano da una regione all’altra, per quanto il documento sia valido in tutta Italia; quindi conviene informarsi nella regione di riferimento, contattando l’Ufficio Territoriale Regionale e inoltrando la domanda di iscrizione all’esame.

    Acquistare i tartufi

    Questi, dunque, sono tutti i segreti che vale la pena di conoscere se si ha il desiderio di diventare cavatori di tartufi. Ma per chi pensa che questo percorso sia troppo impegnativo o richieda troppo tempo, non c’è nessun problema: basta cliccare su questo link per scoprire come acquistare i tartufi senza fatica.

  • Come acquistare un tartufo

    Per sapere come acquistare un tartufo è necessario, prima di tutto, essere consapevoli delle diverse tipologie di prodotto che il mercato mette a disposizione. Il tartufo bianco pregiato, conosciuto anche con il nome di trifola bianca, è il più pregiato, ma vale la pena di citare anche il tartufo nero estivo, noto come scorzone, e il tartufo nero invernale.

    Il tartufo è un fungo ipogeo che vive in simbiosi con alcune specie vegetali (o, per essere più precisi, con le loro radici). Ma come si fa a essere certi di scegliere il tartufo migliore?

    Quali rischi evitare

    I rischi che si possono correre in fase di acquisto di un tartufo sono numerosi. Ovviamente il principale rischio è quello di ritrovarsi a comprare un tartufo di qualità modesta, per esempio perché non è ancora maturo o, al contrario, perché ha già iniziato la fase di marcescenza. Oppure può capitare, molto più semplicemente, di comprare un tartufo pensando che sia molto pregiato anche se invece non lo è. Un ultimo rischio da evitare è quello di pagare un prodotto molto di più rispetto al suo effettivo prezzo di mercato. Ebbene, per scongiurare tutti questi pericoli ti puoi rivolgere a noi di Tartufi La Spora, che proponiamo solo prodotti freschi a prezzi convenienti: dai un’occhiata al nostro assortimento di delizie per verificarlo in prima persona!

    Come riconoscere un tartufo di qualità

    Una delle peculiarità più importanti che devono essere ricercate in un tartufo è la durezza. Un prodotto che si dimostra cedevole, infatti, con tutta probabilità cela una marcescenza. I tartufi, per poter essere ritenuti freschi, devono essere:

    • Non troppo duri
    • Compatti al punto giusto
    • Non eccessivamente elastici
    • Ben turgidi.

    L’impatto visivo è un altro fattore da prendere in considerazione quando ci si chiede come acquistare un tartufo. Il prodotto, infatti, deve mostrare il corpo integro, perché se così non fosse tenderà a deteriorarsi in tempi più bravi. Anche il grado di pulizia è un aspetto da non sottovalutare, perché se ci sono troppi residui di terra si può sospettare che essi servano a nascondere eventuali difetti o imperfezioni.

    La valutazione olfattiva

    La valutazione olfattiva è complessa ma non impossibile. Il tartufo bianco, in teoria, dovrebbe trasmettere sentori di miele, di fieno e di aglio, mentre non va comprato se propone un afflato eccessivo di ammoniaca.

    come acquistare un tartufo

    Ma ovviamente se si sceglie di comprare online non è possibile né effettuare una valutazione olfattiva, né osservare il tartufo prima di comprarlo, e tanto meno toccarlo. Come fare, quindi? Semplice: bisogna trovare un rivenditore affidabile e di comprovata serietà. Ecco perché rivolgersi a noi: la nostra fama ci precede, e se non hai ancora provato i nostri prodotti è ora di iniziare a farlo.

    Dove si può acquistare il tartufo

    Ci sono, comunque, anche altre opportunità per comprare il tartufo: per esempio nei negozi che propongono prodotti tipici locali, ma anche in occasione di fiere. In genere nei negozi si possono trovare tartufi di qualità elevata a prezzi tutto sommato interessanti; il vantaggio è che in contesti simili di solito prima di comprare si ha anche l’opportunità di effettuare degli assaggi.

    Una buona idea è senza dubbio quella di frequentare le tante manifestazioni che in Italia sono dedicate al tartufo, soprattutto in quei territori che vantano una nota tradizione tartufigena. È il caso, per esempio, del nostro Abruzzo, del Piemonte e delle altre regioni del centro Italia. In questi casi si possono scoprire magnifici esemplari di tartufo messi a disposizione dai commercianti: è davvero difficile resistere.

    A proposito, hai già scoperto le nostre proposte?

    Il prezzo

    Se ti stai chiedendo come acquistare un tartufo, non puoi fare a meno di prestare attenzione anche al fattore prezzo. Le prezzature al pezzo sono da evitare in tutti i modi, perché il tartufo deve essere sempre pesato.

    È buona norma informarsi sui prezzi medi che sono in vigore nel periodo in cui si effettua l’acquisto. A volte, purtroppo, gli operatori del settore si rendono protagonisti di fastidiose speculazioni a cui è bene prestare attenzione, con ricarichi eccessivi rispetto al prezzo di mercato.

    Il discorso vale non solo per i tartufi in sé, ma anche per i tanti preparati realizzati usando questo ingrediente, come per esempio i formaggi aromatizzati, le tagliatelle al tartufo bianco, le creme, i salami, i patè, e così via.

    Ora che hai scoperto come acquistare un tartufo, non ti rimane che passare allo step successivo: cucinarlo! Anche in questo caso ci sono alcuni errori che è necessario evitare: puoi scoprirli leggendo questo articolo.

  • A Hospitality Qatar 2022 ci sarà anche La Spora!

    Anche la nostra azienda agricola è tra le protagoniste di Hospitality Qatar 2022, evento in programma da ieri presso il Doha Exhibition and Convention Center: Il tartufo dell’Alto Molise e dell’Alto Sangro, insomma, si appresta a essere celebrato su un palcoscenico di prestigio internazionale!

    I padiglioni della fiera qatariota per 4 giorni saranno il fulcro del mondo della ristorazione; per noi, si tratta di un’occasione assolutamente unica, in quanto avremo la possibilità di favorire la conoscenza e la promozione dei nostri prodotti.

    Sì, perché nella capitale dell’emirato troveranno posto non solo i tartufi freschi, ma anche molte altre specialità gastronomiche, come – ad esempio – il risotto con i funghi porcini e il tartufo, oppure la polenta con il risotto ai funghi porcini. Alla fiera prendono parte aziende di ben 14 Paesi di tutto il mondo; l’evento – lo ricordiamo – è arrivato nel 2022 alla sua 7ma edizione ed è organizzato dal Qatar Business Event Corporation.

    Per noi de La Spora, questa non è che l’ultima di una lunga serie di affermazioni ottenute a livello internazionale. Basti pensare che, lo scorso marzo a Londra – in occasione del Mediterranean Taste Awards – il nostro tartufo estivo macinato e il risotto al tartufo hanno conquistato la medaglia d’oro!

    In Qatar a rappresentarci ci sarà Simona D’Abruzzo, nostra export & product manager, che lo scorso anno si è aggiudicata il Premio Phenomena, il quale viene consegnato alle imprenditrici del Sud Italia che sono portavoce e vessillifere delle eccellenze delle regioni del Meridione.

    Anche il nostro Francesco Le Donne, titolare de La Spora, ha voluto mettere in evidenza il proprio desiderio di puntare sulla sostenibilità ambientale e sulla filosofia del km zero; una filosofia che dura da generazioni, poiché è da lungo tempo che l’azienda si occupa della raccolta dei tartufi nell’alta valle del Sangro, tra i boschi del Molise e quelli dell’Abruzzo.

    Simona, dal suo canto, in vista della trasferta in Qatar, ha invece sottolineato l’orgoglio e la gioia provati nel contribuire al prestigio che la presenza de La Spora alla fiera di Doha assicura al tartufo dell’Alto Molise e dell’Alto Sangro. Tra i nostri punti di forza vi è senz’altro la ricerca costante della genuinità, dimostrata dall’assenza di conservanti, di coloranti e di additivi.

    Sia Simona che Francesco vivono ad Ateleta, e sono al lavoro per dedicarsi a progetti aziendali innovativi, incentrati sulle tartufaie, oltre a occuparsi della gestione dei punti vendita di Pescocostanzo e di Roccaraso. Tutti i riconoscimenti che sono stati ottenuti rappresentano uno sprone per un maggiore impegno, finalizzato al conseguimento di nuovi obiettivi.

    In tal modo i prodotti dell’azienda potranno essere conosciuti ovunque, non solo in Italia ma anche al di fuori dei confini nazionali. Come dire: se il Made in Italy viaggia in tutto il mondo, è anche un po’ merito nostro!

    Siamo davvero fieri di essere considerati un punto di riferimento nel comparto alimentare e gastronomico, grazie ai nostri elevato standard di qualità.

  • Varietà di tartufi e proprietà benefiche

    Il tartufo non è soltanto un alimento pregiato: è anche fonte di benefici per il nostro organismo. Questi ultimi dipendono non tanto dalla tipologia di tartufo, quanto dalla qualità e dalla freschezza del prodotto.

    I tartufi, che siano bianchi, neri e così via, hanno proprietà antiossidanti, digestive e anche afrodisiache. Sono ideali per preparare piatti deliziosi, che tra l’altro vanno a vantaggio della nostra salute. Tutti buoni motivi per acquistare questi straordinari funghi: nel nostro negozio online ne forniamo di eccellenti, sia appena colti sia conservati.

    I valori nutrizionali del tartufo

    Per capire perché il tartufo fa bene, occorre soffermarsi innanzitutto sui valori nutrizionali. I tartufi sono poveri di grassi, ma sono ricchi di proteine, fibre e minerali come:

    • il calcio;
    • il potassio;
    • il fosforo;
    • lo zinco;
    • il ferro;
    • il sodio.

    In più, dobbiamo citare il notevole apporto di vitamine, soprattutto la E, la C e quelle del gruppo B. Già questa prima panoramica fa capire quanto sia positiva l’azione del tartufo.

    Tipi di tartufo

    Il nostro discorso si applica a tutte le varietà di tartufo: come abbiamo evidenziato in precedenza, ciò che conta è la qualità.

    varietà di tartufi

    Devi sapere che, in natura, ci sono tantissime tipologie di tartufo (circa 60), ma che quelle commestibili sono 9. Di queste, 6 sono disponibili in commercio – come puoi notare dando un’occhiata al nostro shop di tartufi. I migliori tra questi funghi sono preziosi alleati del benessere del corpo sotto più punti di vista.

    Ma quali sono i 6 tartufi che si possono trovare e comprare? Apriamo e chiudiamo una parentesi in merito:

    • il tartufo bianco;
    • il tartufo nero;
    • il tartufo bianchetto;
    • il tartufo uncinato;
    • il tartufo estivo;
    • il tartufo moscato.

    Il tartufo bianco è quello più pregiato in assoluto: raffinato, squisito, perfetto per valorizzare i tuoi piatti e per lasciare a bocca aperta tutti i tuoi ospiti. Questo prodotto ha un odore che ricorda quello del formaggio grana, un colore chiaro e una superficie vellutata.

    C’è, poi, il tartufo nero, che ha un rivestimento scuro e una polpa interna con sfumature rossicce. Questo tartufo è più delicato a livello di profumo, ed è ottimo per la realizzazione di pietanze come i risotti e il filetto al tartufo nero.

    Passiamo al tartufo bianchetto, o marzuolo. Un fungo così chiamato per distinguerlo da quello bianco pregiato, poiché il bianchetto è molto più diffuso. Questo tartufo ha un vago sentore di aglio, specialmente se è maturo, e può essere accompagnato a ravioli, gnocchi ecc.

    Il tartufo uncinato è lo scorzone invernale, con peridio nero e polpa color nocciola. Il tartufo ideale per chi ne vuole uno di classe, senza spendere in maniera esagerata!

    Invece, il tartufo estivo è lo scorzone. Anche questo è un tartufo nero, meno costoso di quello nero pregiato, ma comunque eccezionale per gusto e per proprietà. Lo scorzone è molto equilibrato e armonioso, con note di foreste, legno e boschi.

    Concludiamo il nostro elenco con il tartufo moscato, che prende il nome dal suo aroma di noce moscata. Non è tra i più famosi, ma senza dubbio è tra i più versatili (poiché va bene persino per fare pizze e rustici).

    I benefici del tartufo

    Tutti i tartufi apportano benefici al nostro organismo. Ovviamente non bisogna esagerare, per non andare incontro a effetti collaterali come l’affaticamento del fegato e la produzione eccessiva di acido urico; tuttavia, chi consuma regolarmente un po’ di tartufo nota miglioramenti in vari ambiti della salute.

    I tartufi, per la loro alta percentuale di antiossidanti, aiutano a combattere i radicali liberi che sono responsabili dell’invecchiamento delle cellule. Costituiscono un vero e proprio alimento anti-age, che contribuisce addirittura a rallentare la comparsa dei segni del tempo.

    In più, i funghi in oggetto sono complici della bellezza della pelle. Hanno una certa capacità elasticizzante, e stimolano la produzione di proteine della cute come il collagene e l’elastina.

    Non dimentichiamo che i tartufi hanno proprietà digestive e supportano anche il normale transito intestinale, essendo fonte di fibre. Per quest’ultima ragione inducono un senso di sazietà, per cui arriviamo meno affamati al pasto successivo: una buona notizia per coloro che sono a dieta, insieme all’apporto calorico abbastanza basso.

    Il tartufo è pieno di minerali, che fanno bene ai denti e alle ossa (il calcio), alla memoria (il fosforo), al cuore e al sistema nervoso (il potassio). Un autentico concentrato di energia e di benessere per il nostro fisico e anche per la mente.

    Ricordiamo, poi, che l’alimento in oggetto ha effetti afrodisiaci perché contiene alcuni feromoni. Infine, il tartufo interviene nella diminuzione dei livelli di colesterolo cattivo nel sangue.

    Tutto questo si aggiunge alla naturale bontà dei tartufi, che rendono uniche le vivande e sono caratterizzati da numerose sfumature di sapore e di profumo. I migliori tartufi sono disponibili nel nostro negozio, sia freschi sia conservati!

  • Come riconoscere se il tartufo è buono

    Il tartufo è un ingrediente davvero speciale: è in grado di valorizzare il sapore di tantissimi piatti, e – in base anche alla tipologia – si abbina benissimo al riso, a vari formati di pasta, alla carne e alle uova.

    Chiaramente, è necessario che i tartufi siano di ottima qualità e che siano quanto più possibile freschi (come molti di quelli che mettiamo a disposizione sul nostro shop). Di seguito ti spiegheremo come capire se il tartufo è buono: sono informazioni che comunque bisogna conoscere, anche se con i nostri prodotti non avrai mai questo dubbio!

    L’importanza dell’olfatto…

    Il primo senso su cui devi basarti, per individuare i tartufi migliori, è l’olfatto. Ogni tartufo ha il proprio odore peculiare, che è tanto più intenso quanto più è fresco il fungo.

    Per esempio, il tartufo nero pregiato è caratterizzato da un sentore di sottobosco: una sorta di via di mezzo tra il legno e le nocciole, abbastanza dolce. Invece, da questo punto di vista il tartufo bianco pregiato è più delicato, e ricorda vagamente il formaggio grana.

    Anche il tartufo uncinato ha un aroma che si distingue immediatamente, a causa del fatto che cresce in luoghi freschi e umidi. Quello estivo è equilibrato, ed evoca le foreste e i boschi. Il tartufo moscato profuma proprio di noce moscata, il bianchetto addirittura di aglio – soprattutto se è molto maturo. Insomma, l’olfatto è fondamentale per trovare un buon tartufo.

    … e del tatto

    Ugualmente indispensabile è il tatto: è essenziale verificare la compattezza del tartufo. A questo proposito, però, si deve tracciare una differenza tra le diverse varietà:

    • il tartufo nero è uno dei più duri, almeno al confronto con quello bianco;
    • il tartufo bianco pregiato è più morbido e ha una superficie vellutata;
    • il moscato ha la buccia molto sottile, che si scalfisce facilmente;
    • l’uncinato, o scorzone invernale, è di media compattezza e coperto da piccole verruche;
    • il tartufo estivo è omogeneo e privo di parti molli;
    • il bianchetto è globoso e sodo.

    È necessario tenere sempre a mente queste caratteristiche per riconoscere se il tartufo è buono. Ti assicuriamo che i tartufi del nostro negozio online soddisfano appieno questi standard: dai un’occhiata all’assortimento che offriamo!

    I tartufi andati a male

    La cosa peggiore è comprare un tartufo e accorgersi troppo tardi che il fungo è andato a male. Tuttavia, puoi rendertene conto subito affidandoti – ancora una volta – al naso e al tatto.

    I tartufi andati a male, naturalmente, hanno un odore sgradevole: uno che somiglia a quello dell’ammoniaca, e che fa scattare all’istante un campanello d’allarme. È ovvio che un prodotto del genere rovinerebbe le tue pietanze, piuttosto che arricchirle.

    Senti anche la consistenza del tartufo. Non sono ottimali quelli eccessivamente duri, e al tempo stesso quelli “gommosi”. Attenzione anche ai tartufi molli sotto le dita, che hanno alte probabilità di essere andati a male.

    Un altro indizio è la presenza di tracce di muffa. Queste non ci dovrebbero essere assolutamente in un tartufo, e sono un segnale di un’esagerata maturazione.

    Non vale la pena acquistare tartufi di questo tipo: perdono tutte le loro preziose qualità, sono difficili anche soltanto da grattugiare e sono danneggiati nel gusto e nel profumo. Per le tue creazioni culinarie ci vogliono tartufi freschi, o al limite conservati in maniera perfetta.

    L’aspetto dei tartufi

    Ti diamo qualche altra informazione sui tartufi, per aiutarti a riconoscere quelli migliori.

    Vediamo come sono fatti, a livello esteriore, questi straordinari funghi:

    • il tartufo nero pregiato ha un rivestimento scuro e una gleba con sfumature violacee o tendenti al rossiccio;
    • il tartufo bianco pregiato oscilla, nel peridio, tra il bianco e il giallino;
    • il tartufo estivo è nero all’esterno, ma all’interno è giallo-ocra;
    • il tartufo uncinato ha un peridio brunastro e una polpa marrone-nocciola;
    • il tartufo bianchetto è chiaro dentro e fuori;
    • il tartufo moscato è uno dei più scuri (non a caso è chiamato anche trifola nera).

    Per capire quali tartufi sono veramente eccellenti, valuta anche il loro aspetto. In definitiva, olfatto, tatto e vista procedono di pari passo.

    La conservazione del tartufo

    Ti abbiamo spiegato come si individuano i tartufi più buoni: quelli più adatti a valorizzare i piatti che prepari. Per mantenere un tartufo in ottime condizioni, bisogna sapere anche come conservarlo.

    Per cominciare, i tartufi non vanno mai immersi nell’acqua. Devono essere puliti con uno spazzolino morbido, o con dei fogli di carta assorbente da cucina. Al massimo, per eliminare i residui di terreno più ostinati, utilizza un getto d’acqua tiepida per pochi secondi.

    Avvolgi il prodotto in una garza, e sistemalo in un contenitore ermetico di vetro. In frigo, il tartufo resiste non più di una settimana. Alcune tipologie di tartufo possono essere anche congelate, tenendo in conto che l’aroma e il sapore andranno in parte perduti.

    Il nostro shop è ricco di tartufi di elevata qualità. Vedrai che rispettano tutti gli standard che ti abbiamo elencato!

  • Abbinamento vino-tartufo: la guida definitiva

    Il tartufo è un ingrediente caratterizzato da un sapore inconfondibile: ciò vale sia per i tartufi neri sia per quelli bianchi. Ovviamente alcune tipologie hanno un aroma più intenso e altre un profumo più delicato, ma in generale il tartufo è in grado di conferire un gusto unico a qualunque pietanza.

    Ciò, però, significa anche che il vino da abbinare non è semplicissimo da trovare. C’è bisogno di un vino che non “nasconda” il tartufo: in questo caso, il rischio è che i tuoi ospiti non possano cogliere appieno ogni sfumatura del piatto.

    Dai un’occhiata ai nostri consigli per individuare il vino migliore da associare al tartufo. Attenzione, non è detto che con il tartufo bianco il vino debba per forza essere bianco, e viceversa, che con il nero sia richiesto un vino rosso. Più che altro, è essenziale che il vino e il tartufo si esaltino a vicenda.

    Vini per tartufo nero

    Con i tartufi neri, come il nero pregiato e quello uncinato, ci vuole un vino abbastanza strutturato e lasciato a invecchiare per alcuni anni. Chiaramente la scelta dipende anche dalla vivanda (che sia, ad esempio, un primo a base di pasta fresca, una fetta di carne e così via), ma nel complesso ti suggeriamo vini come:

    • il Nebbiolo, con leggere note floreali e corpo vellutato;
    • il Bordeaux, elegante ed equilibrato;
    • il Pomerol, morbido e lievemente tannico;
    • il Montepulciano d’Abruzzo, secco e armonioso.

    In linea di massima, possiamo dire che i vini perfetti per il tartufo nero sono di più rispetto a quelli indicati per il tartufo bianco. Questo perché il tartufo nero è meno sensibile ai processi di cottura.

    Vini per tartufo bianco

    Hai già dato uno sguardo al nostro negozio online? Hai l’opportunità di procurarti ottimi tartufi, neri e bianchi. Questi ultimi, il più delle volte, vengono aggiunti a crudo proprio per preservarne il sapore e l’aroma: è importante anche selezionare un vino che non “mortifichi” il sentore del tartufo.

    Con il tartufo bianco sono ideali:

    • il Dolcetto d’Alba, il cui retrogusto di mandorle amare si sposa benissimo con il tartufo bianco pregiato;
    • il Barolo, persistente e speziato;
    • il Rosso Piceno, tannico al punto giusto;
    • il Dogliani, asciutto e armonico.

    Questi vini sono abbastanza diversi tra loro, come del resto sono i piatti guarniti con il tartufo bianco. Si va dai risotti alle uova, fino ai formaggi e alla fonduta.

    Un tipo di vino per ogni tartufo

    Oltre a quelli che abbiamo appena citato, ci sono altri vini eccellenti con i tartufi. Rossi poco tannici e non troppo impegnativi, come il Pinot Noir, e bianchi come il Riesling – il cui bouquet può somigliare, in un certo qual modo, proprio all’odore del tartufo.

    Altri bianchi che raccomandiamo sono quelli vulcanici, come il Bianco dell’Etna, e quelli leggermente amarognoli come il Verdicchio.

    E per quanto riguarda gli spumanti? In verità le bollicine andrebbero evitate con le pietanze al tartufo. Potrebbero nascondere il profumo del fungo, e sono contraddistinte da eccessiva freschezza. Se ci tieni molto allo spumante, al limite servine uno non troppo frizzante e dotato di un perlage fine.

    Consigli generali su come abbinare tartufo e vino

    Per l’abbinamento tartufo-vino, è opportuno seguire queste facili regole:

    • non utilizzare vini troppo acidi;
    • non ricorrere a un vino complesso, che diventerebbe il “protagonista” al posto del tartufo;
    • riflettere su dettagli solo in apparenza secondari, come il tipo di carne, il formato di pasta, la varietà di riso ecc.;
    • tener presente che il vino non è una semplice bevanda, ma un elemento che valorizzerà al massimo il piatto.

    La cosa migliore è informarsi sull’aroma del tartufo prima di scegliere il vino. Facciamo qualche esempio: il tartufo uncinato evoca un sentore di nocciole, quello bianco pregiato uno di grana, quello nero pregiato è più tendente al dolce. Questi dati sono fondamentali per abbinare in maniera perfetta il vino e il tartufo.

    Alcuni errori da non commettere

    Al contempo, quando si tratta di accompagnare con un buon vino una vivanda al tartufo, ci sono dei tranelli in cui non bisogna cadere. Non solo, come già abbiamo detto, l’associazione tartufo bianco – vino bianco e tartufo nero – vino rosso; è indispensabile mettere da parte i vini con bouquet vanigliato, che stonerebbero insieme al tartufo.

    Inoltre, meglio non adoperare un vino invecchiato per molti anni in barrique. Un prodotto del genere guadagna un gusto quasi “affumicato”, legnoso, tostato, che ricorda troppo quello del tartufo stesso.

    Per concludere, se ti piace il vino freddo, prediligi i bianchi. Un vino rosso freddo è sempre sconsigliato, a maggior ragione con il tartufo!

    Nel nostro shop mettiamo a disposizione tartufi freschi di elevata qualità, e anche tartufi conservati. Non avrai difficoltà a trovare il più adatto alla pietanza che hai intenzione di cucinare: una volta acquistato il tartufo, resta da comprare soltanto il vino!

  • Abbinamento vino-tartufo: gli errori da evitare

    Il tartufo è un ingrediente in grado di valorizzare in maniera straordinaria tantissimi piatti. Ad esempio, quello bianco pregiato (o Tuber Magnatum Pico) è eccezionale con i primi a base di pasta e con i risotti; quello nero pregiato, invece, è spesso il protagonista delle pietanze che prevedono carne e uova.

    Ad ogni modo, è essenziale non solo individuare il miglior tipo di tartufo per ciascuna vivanda, ma anche capire quale vino abbinare. Questa operazione potrebbe sembrare semplice, anche perché alcuni si limitano ad accompagnare il tartufo bianco con vino bianco e il tartufo nero con vino rosso, ma naturalmente non è così facile.

    Ci sono diversi errori piuttosto comuni che molti commettono nella scelta del vino per il tartufo. Quest’ultimo è un compito essenziale, perché sappiamo bene quanto un calice di buon vino possa arricchire ulteriormente anche le creazioni gastronomiche più prelibate. Sarebbe un peccato preparare un eccellente pasto e rovinare tutto con il vino sbagliato!

    I tartufi freschi che offriamo nel nostro negozio sono contraddistinti dalla qualità più elevata, e necessitano del vino giusto per un risultato perfetto sotto ogni aspetto. Anche gli chef professionisti, del resto, ci insegnano l’importanza di curare dettagli del genere. Dunque, cosa non bisogna assolutamente fare quando si procede all’abbinamento vino-tartufo?

    La selezione di un vino troppo aromatico

    Il tartufo è un prodotto unico, caratterizzato da sfumature di sapore altrettanto uniche:

    • quello bianco pregiato è leggermente piccante, con note simili al formaggio grana;
    • quello nero pregiato ha un sentore che vira più verso il dolce;
    • quello uncinato ricorda le nocciole, il parmigiano e i porcini;
    • quello estivo è uno dei più equilibrati, a sua volta con un gusto assimilabile ai funghi porcini.

    Questi sono soltanto alcuni esempi, per farti comprendere quanto siano variegati i tartufi da questo punto di vista. Un vino troppo intenso, dal bouquet eccessivamente aromatico, non farebbe altro che nascondere il tartufo al palato. E questa eventualità è decisamente uno spreco, dato che il tartufo va accentuato tramite il vino, non certo sovrastato.

    Vino bianco per tartufo bianco e vino rosso per tartufo nero

    Come già ti abbiamo accennato all’inizio, un altro errore diffuso è l’accostamento vino bianco-tartufo bianco e vino rosso-tartufo nero. Si tratta di un’ingenuità, perché questo ragionamento non è sempre esatto: più che altro, non è questa la peculiarità del vino che devi considerare.

    Non importa se il vino è bianco o rosso – dato che con il tartufo vanno benissimo entrambi. Ciò che conta è optare per un vino mediamente strutturato, poco tannico e scarsamente acido, che non copra la presenza del tartufo. Questi requisiti possono essere soddisfatti tanto da un vino bianco quanto da uno rosso.

    Attenzione alle bollicine…

    Anche i migliori tartufi (come quelli disponibili sul nostro shop, a cui ti consigliamo di dare un’occhiata) rischiano di essere penalizzati da un vino troppo frizzante o dallo spumante sbagliato.

    In linea di massima, la raccomandazione sarebbe quella di evitare le bollicine quando si mette in tavola un piatto a base di tartufo. Se proprio non vuoi rinunciare allo spumante, prediligine uno metodo classico, morbido, con perlage fine. I più adatti sono quelli che, nella fase della seconda fermentazione, vengono lasciati in bottiglia.

    …e all’invecchiamento in barrique

    Nel complesso, quando si tratta di vini da abbinare al tartufo, è indispensabile scegliere prodotti che non abbiano un forte sentore di vaniglia.

    Devi sapere che questa è una prerogativa dei vini invecchiati a lungo in barrique, una botte di legno stagionato di rovere. Di conseguenza, è meglio preferire i vini per cui non si usa tale tecnica.

    Consigli sull’abbinamento vino-tartufo

    Ma, quindi, come bisogna agire per accompagnare in modo ottimale il tartufo con il vino?

    abbinamento vino-tartufo

    Per i tartufi bianchi, i vini ideali sono armoniosi e non esageratamente profumati. Ad esempio:

    • il Nebbiolo;
    • il Barolo;
    • il Dolcetto d’Alba;
    • il Rosso Piceno;
    • il Gewürztraminer.

    Tutti questi vini non sono particolarmente tannici o acidi, ed esaltano il gusto del tartufo senza “mortificarlo”.

    Invece, per i tartufi neri suggeriamo:

    • il Pomerol;
    • il Sagrantino di Montefalco;
    • il Montepulciano d’Abruzzo;
    • il Nebbiolo;
    • il Bordeaux.

    In generale, con i tartufi neri la selezione è un po’ più vasta dato che questi funghi resistono meglio alla cottura e non perdono nessuna sfumatura di aroma e di sapore.

    tartufo nero pregiato

    Una regola di base è la seguente: nell’abbinamento tartufo-vino, non tener presente solo il tartufo ma l’intera pietanza. Ci sono vini eccellenti con la pasta, altri che si sposano bene con il riso, altri ancora che sono perfetti con la carne o con le uova. Con una tagliata di manzo al tartufo nero è ottimo il Montepulciano d’Abruzzo, mentre con le tagliatelle guarnite dallo stesso tartufo il Nebbiolo è un must.

    Nel nostro catalogo forniamo pregiati tartufi freschi o conservati, affinché tu possa acquistare quelli che vuoi in ogni periodo dell’anno. Dai uno sguardo all’assortimento che proponiamo, e procurati i migliori tartufi che offre il territorio!

  • Congelare il tartufo a casa: cosa devi sapere

    Una delle domande più frequenti, riguardo il tartufo, è la seguente: questo alimento può essere congelato?

    La risposta è sì, anche se ci sono delle precisazioni da fare al riguardo. Innanzitutto, conviene congelare soltanto alcune tipologie di tartufo: nelle prossime righe approfondiremo l’argomento e ti spiegheremo tutto quello che bisogna sapere in merito.

    Inoltre, è opportuno mettere il tartufo nel freezer solo se è davvero necessario, e se non hai modo di utilizzare subito questo ingrediente per la preparazione dei tuoi piatti. In generale, è inevitabile che parte dell’aroma e del sapore del tartufo vada perduta quando si decide di congelarlo.

    Hai acquistato una quantità di tartufo maggiore rispetto a quella che ti serve al momento? Oppure avevi in mente di realizzare una pietanza a base di tartufo, ma per un motivo o per un altro non puoi più farlo? In questi casi, congelare il fungo è la soluzione migliore. Non devi mai lasciare che un tartufo vada a male, al di là della varietà che hai scelto e della spesa che hai sostenuto.

    Se hai bisogno di tartufi freschi, dai un’occhiata alla relativa categoria sul nostro shop. Se scopri di non poterli adoperare immediatamente in cucina, congelali quanto prima – come si fa, del resto, con tutti i cibi più deperibili e preziosi.

    Si possono congelare tutti i tartufi?

    Ecco un altro interrogativo molto diffuso. In realtà, i tartufi da congelare sono soprattutto:

    • quello estivo;
    • quello uncinato;
    • quello moscato.

    Il tartufo estivo è uno dei più resistenti, ragion per cui non si rovina se viene congelato. Questo tartufo nero ha un sentore molto equilibrato, che non viene minato da una simile tecnica di conservazione: il profumo e il gusto rimangono praticamente inalterati.

    Al secondo posto mettiamo il tartufo uncinato, conosciuto anche come Scorzone Invernale. Esso si colloca a sua volta tra i tartufi meno delicati, e congelarlo non è per forza un’opzione negativa. Lo stesso discorso si applica al moscato, così detto per il suo caratteristico odore di noce moscata.

    Dunque, se ti sei procurato queste specie di tartufo, non farti troppi problemi qualora tu debba congelarle. Certo, il tartufo congelato non è come quello fresco, ma è la scelta più adeguata se non ci sono alternative.

    I tartufi da non congelare

    Al contrario, è preferibile evitare questa soluzione con i seguenti tartufi:

    • quello bianchetto;
    • quello nero pregiato;
    • quello bianco pregiato.

    Il tartufo bianchetto ha un aroma molto particolare e complesso, che spazia dalle note di aglio e di formaggio grana a quelle piccanti. Nel freezer, tale tartufo perde queste peculiarità e va incontro a una sorta di “appiattimento”. In altri termini, è come se si affievolisse la sua personalità: diventa più comune, simile ai tartufi più economici.

    In più, è un autentico delitto congelare il tartufo nero pregiato e quello bianco pregiato! Il primo, noto anche come Tuber Melanosporum, ha un profumo armonioso e quasi dolce, che si apprezza specialmente nei prodotti freschi.

    Il secondo, Tuber Magnatum Pico, è il più raffinato e costoso in assoluto. È un connubio di sapori e di odori magnifici, che nel congelatore andrebbero ad attenuarsi. La sua qualità può essere compromessa sia da una temperatura troppo alta, sia da una troppo bassa.

    Se compri uno di questi tartufi, cerca di consumarlo appena possibile. Nel nostro negozio ne trovi di ottimi, da quello bianchetto a quello nero pregiato fino al tartufo bianco.

    Come si congela il tartufo

    Passiamo ad alcuni consigli pratici su come congelare il tartufo.

    Per cominciare, è essenziale pulirlo con la massima attenzione: puoi usare uno spazzolino con setole morbide per non danneggiare la superficie del fungo. Non impiegare mai un getto d’acqua per rimuovere le tracce di terreno, e al limite inumidisci il peridio con un panno.

    Devi, poi, asciugare il tuo tartufo, utilizzando un foglio di carta assorbente da cucina. Dopodiché sistemerai il prodotto in un contenitore da chiudere per bene e da riporre nel freezer. Ti suggeriamo un barattolo di vetro, una busta di plastica trasparente o un recipiente sottovuoto.

    Come ci si regola quando serve il tartufo? Non lasciarlo per troppo tempo all’aria aperta, anzi, non scongelarlo completamente per non farlo diventare gommoso. Quanto prima, grattugialo o taglialo a scaglie.

    Quanto dura il tartufo congelato?

    Dopo essere stato congelato, il tartufo può essere conservato anche per un anno. Ciò che conta è che sia tenuto lontano dal ghiaccio e da altri alimenti con un aroma intenso.

    Quando si tratta di tartufi, è indispensabile adottare una serie di accortezze e di precauzioni per salvaguardare la qualità del tutto. Ciò è valido per la pulizia, per la conservazione e anche per il congelamento. Detto ciò, dai uno sguardo al nostro catalogo: forniamo non solo tartufi, ma anche vivande già pronte, strumenti per la lavorazione dell’ingrediente, confezioni regalo e altri articoli interessanti.